twirling

“C’era una stella che danzava e sotto quella sono nata” (W. Shakespeare)

Avete mai sentito parlare del Twirling? Nemmeno io finché non divenne parte della mia quotidianità per dieci lunghi anni. La mia avventura nel Twirling iniziò all’età di 6 anni e ad 8 entrai nel sbrilluccicante mondo dell’agonismo. Il fattore gara ha influenzato gran parte della mia vita: tutto ruotava intorno ad esso.

Ma cos’è il Twirling?

Uno sport molto particolare, la fusione della ginnastica artistica, ritmica e della danza. Si sviluppa su una base musicale in cui la performance vede l’unione di figure a corpo libero eseguite con un bastone. Il livello di difficoltà delle evoluzioni è pari a quello della ginnastica ritmica.

Per riuscire in questa disciplina è essenziale un’intensa coordinazione, alti livelli di concentrazione e resistenza allo sforzo fisico, senza dimenticare l’espressione artistica. Fattori che combinati alzano la difficoltà di queste esibizioni, come si può vedere nel video.

La patria del Twirling è il Nord America, in Canada e negli USA in particolare sono più di due milioni gli atleti stimati, mentre in Giappone questo sport è entrato da tempo nelle scuole e nei campus.

In Italia la situazione è leggermente diversa: sport di nicchia si sta facendo lentamente conoscere ed apprezzare, sopratutto per le sue innumerevoli categorie di competizione che offrono ampie possibilità di scelta e stile. 

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Le competizioni di Twirling prevedono:

Specialità individuali: free-style, solo, artisti twirl, due bastoni e tre bastoni

Specialità di squadra: duo, artisti pair, team e gruppo

Ogni passaggio di categoria agonistica viene regolamentato dal superamento di un esame chiamato grado, come stabilisce il CONI.

A parte questi aspetti tecnici il twirling è molto divertente e colorato, le gare sono un tripudio di strass, make up ed accessori che spesso ricordano il cheerleading, dove l’impronta americana si fa sentire oltre che vedere. Nei body viene riversata tutta la creatività ed il gusto stilistico, in composizione altamente teatrali e d’effetto, quasi per abbagliare i giudici. 

Dopo dieci anni di agonismo…

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Ancora oggi mi ricordo ogni passo delle coreografie ed ogni tanto riprendo in mano il bastone con nostalgia, scoprendo di non averne perso i movimenti mentre i trofei vinti prendono polvere sulle mensole. Cambiare sport dopo averne praticato uno per così tanto tempo non è un’impresa facile, questo pensiero ha contribuito a farmi rimanere lontana dallo sport per molti anni, con il dubbio di non trovare qualcosa di altrettanto coinvolgente.

Dieci anni sono tanti, sono ingombranti e pesanti, staranno sempre li a condizionarci. Se ne ritrovano i segni nello stile e nel fisico, nel bene e nel male. Le gare poi danno assuefazione: sintetizzare mesi d’allenamento e speranze in 3 minuti d’esibizione è un’emozione grande. Una scossa d’elettricità.

Fall in love

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Lo sport è qualcosa di strettamente personale, va accuratamente scelto e non può essere imposto da qualcuno. La disciplina perfetta per noi non sempre è la prima che proviamo o quella che potremmo immaginare. A volte (e per fortuna) non esiste un unico sport perfetto per noi, come l’amore potremmo trovarne diverse sfumature di cui innamorarci e scoprire di esserne portati. Per me è stato così, dopo aver vinto i dubbi e aver ricominciato a cercare quello che faceva per me.

Voi avete già trovato lo sport dei vostri sogni o state ancora aspettando di innamorarvi? Se siete interessati al Twirling non perdetevi le mie bacheche su Pinterest, “Shiny Twirling“ ed “American Style Cheerleader” per immergervi in questo particolare mondo.

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