Questi giorni nella community italiana di pole dance è partita una nuova iniziativa su proposta dell’allenatrice Maddalena Tedesco: #poledanceisasport. La richiesta è di postare la foto di una figura di pole dance affiancata da una analoga di un altro sport usando l’hashtag #poledanceisasport. Inizialmente limitati al gruppo Facebook, questi contenuti si sono poi spostati nei diversi canali, per arrivare ad Instagram dove sta avendo il suo culmine. L’hashtag da solo descrive appieno lo spirito ed il significato di queste condivisioni: far conoscere il più possibile la pole dance per rivendicarne il suo riconoscimento come sport, al pari delle altre discipline. Ma adesso vediamo come è nata quest’idea:

L’idea mi è venuta cercando foto di pose di nuoto sincronizzato, per un lavoro che sto facendo con alcune mie allieve. Quindi perché non proporlo a tutti dato che è davvero incredibile che la pole non sia riconosciuta come sport! L’ho fatto su poledance Italy community perché siamo veramente tante. Il tag sta iniziando a girare anche su instagram e da quando i big hanno accettato di usarlo la cosa si è espansa a macchia d’olio e dobbiamo continuare a farlo! Taggare tutte le foto in cui proponiamo figure al palo.. Dico proprio usare il tag #poledanceisasport sempre! Perché la poledance è uno sport e merita più attenzione!

Maddalena Tedesco, insegnante di Pole Dance

Perchè questa iniziativa è così importante?

La pole dance ha fatto molta strada in quest’ultimi anni, ormai è argomento di discussione comune ed è stata sdoganata dall’immaginario comune della lap dance e dei night club a cui veniva associata. Il primo campionato nazionale, nel 2010, contava solo 11 atlete tutte donne, mentre oggi i numeri sono ben diversi, come la partecipazione degli uomini. Guardando le foto che vengono condivise sui social è chiaro come la pole dance sia uno sport a tutti gli effetti, sia per difficoltà tecnica dei movimenti che come resa artistica. Gli ingredienti di questo sport sono impegno, costanza, lividi, magnesite, sudore, calli sulle mani, sacrifici e l’immancabile alcool etilico per pulire i pali. Ma ciò che veramente distingue le atlete è la grande passione che ognuna di esse mette in queste figure, passione che supera di gran lunga il dolore fisico provato nell’esecuzione.

Ad oggi il CONI in Italia non ha ancora riconosciuto la pole dance (o pole sport) come sport sebbene questa abbia ottenuto lo status di “observer” dalla GAISF – Global Association of International Federation.

Questa associazione riunisce le federazioni internazionali di ogni sport, gli organizzatori dei giochi multisportivi e le associazioni internazionali connesse allo sport. In questi anni la pole dance ha formato un sistema di punteggio, regole e norme antidoping che disciplina ogni campionato svolto e per questo per due anni godrà dello status provvisorio di sport. Per essere riconosciuta in maniera definitiva dovranno essere 40 le Federazioni nazionali che la riconoscono e dovranno essere diffuse in almeno 4 continenti, nel limite temporale di 24 mesi. Nel 2017 erano una quindicina le federazioni che riconoscono la pole dance come sport, tra cui l’Inghilterra e l’America ma non l’Italia.

La Pole Dance arriverà alle Olimpiadi?

Affinché il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) possa prendere in considerazione l’ipotesi di ammettere la pole sport nel programma delle olimpiadi dovranno essere 50 il numero di federazioni nazionali che riconoscono tale sport. Sono state fatte infinite ipotesi se questo si verificherà ma ancora non si ha nessuna certezza, se non che il POSA (Pole Sports & Arts World Federation) lavora attivamente per raggiungere quest’obiettivo dopo l’ottenimento dello statuto di “observer”. #poledanceisasport è un modo di portare alla luce questo problema.

 

BBC Three, canale televisivo britannico parte della BBC, ha lanciato il 5 febbraio 2018 un video analogo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Trattato in maniera ironica e divertente da Antonella di Uncensored Reviewer (canale YouTube), poneva all’interno del video un’importante domanda: la pole fitness è uno sport olimpionico? proponendo una dimostrazione pratica per verificare quest’ipotesi. Come si può vedere anche le figure che a prima vista potrebbero sembrare banali non sono poi così semplici da realizzare. Qui vi riporto il video completo che vi consiglio di vedere, visionabile anche nel canale YouTube della BBC Three (qui il link diretto).

Parlando delle conquiste già raggiunte dalla pole dance c’è sicuramente da considerare il gran numero di palestre e corsi che la propongono, i talent show e competizioni di ogni sorta. La pole dance è diventata uno sport incredibilmente versatile, infatti sono innumerevoli gli stili di esecuzione e alla portata di tutti, come dimostrano i nuovi corsi di pole dance junior rivolti ai bambini. Non è mai troppo presto per iniziare.

Per quello che possiamo fare nel nostro piccolo, in attesa che il CONI riconosca questo sport, #poledanceisasport è un ottima iniziativa a cui aderire e portare avanti nel quotidiano. A questo proposito ho creato una bacheca su Pinterest che terrò aggiornata con la raccolta di tutte le foto pubbliche postate finora (qui il link diretto), per diffondere anche in questo canale questo hashtag così emozionante e forte, nella speranza che giunga ad un pubblico sempre più ampio. Se volete aggiungere la vostra foto alla raccolta contattatemi in privato. 

E voi cosa ne pensate al riguardo? Scrivetemi nei commenti la vostra opinione!

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