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La vera storia di Katelyn Ohashi raccontata dai suoi diari

Tutto è connesso nel mondo. Lo sport come la moda, la musica e l’architettura spesso contagia altri campi catturandone alcuni elementi e questo è il caso della performance di Katelyn Ohashi. Ginnasta artistica pluri-premiata, si esibisce da molto tempo in una coreografia innovativa che l’ha portata a raggiungere il massimo punteggio.

Il punto di forza? Reinterpreta lo stile di Michael Jackson, dalla danza alla musica utilizzata, il tutto svolgendo le figure obbligatorie della ginnastica artistica imposte nell’esecuzione.

Ma cosa rende davvero unico lo stile di Katelyn Ohashi?

In questi giorni nei social impazzano i video della routine ispirata a Michael Jackson e l’unica domanda che sorge spontanea dopo averla vista è, ma come fa? Quanto si è allenata? 

Katelyn Ohashi è una grandissima atleta, una delle migliori promesse della ginnastica a livello mondiale ma non è mai riuscita a raggiungere il sogno olimpico, anche se è stata l’unica in grado di battere Simone Balis agli American Cup 2013.

Come mai non ha spiccato il volo?

Come causa ufficiale sono stati sempre dichiarati i troppi infortuni ma recentemente Katelyn ha deciso di rendere pubbliche alcune pagine del suo diario personale, che scrive fin da piccola, svelando una storia molto molto diversa. 

La maggior parte dei bambini a 12 anni gioca. Io? Mi allenavo 36 ore a settimana, ero sui poster e in molti giornali, perché facevo parte della squadra nazionale. Non avevo voce in capitolo, dovevo rispettare le aspettative che gli altri avevano su di me ed è per questo che ho dovuto sopportare commenti crudeli e cattivi sul mio fisico, commenti da parte di tutti (allenatori, compagne, fan, membri dello staff tecnico nazionale, followers, di mia madre e persino miei). Ho iniziato a stare male a 13 anni, pesavo poco più di 30 kg. Mi dicevano che sembrava che avessi ingoiato un elefante o un maiale, dipendeva dai giorni. Sono stata paragonata a un uccello, ma troppo grasso per volare. Se c’erano dei giorni in cui sembravo troppo “grassa” per allenarmi, prima di iniziare dovevo correre e sudare, sudare tanto, fino a che non sembravo finalmente “pronta” per allenarmi. Mi è anche stato chiesto di firmare un contratto in cui praticamente mi veniva proibito di allenarmi finché non avessi perso peso. Ricevo ancora oggi dei commenti poco carini su YouTube o Instagram e purtroppo tutti questi commenti mi fanno tornare in mente quel periodo, quel periodo in cui non amavo il mio corpo. La mia autostima si deteriorava ogni volta che sentivo certi commenti. In quegli anni per sfogarmi iniziai a scrivere e ora ho deciso di rendere pubbliche alcune pagine del mio diario, affinché ci si prenda cura del problema, perché nessuno deve provare quello che ho provato io.

Giugno 2010

Anni e anni di sofferenza hanno segnato per sempre questa atleta che oltre ad inseguire l’oro olimpico combatteva la sua battaglia contro il cibo e la propria autostima.

Da quando sono entrata nella squadra nazionale, l’anno scorso, ho iniziato a sentire le pressioni su come dovevo essere, il mio corpo doveva rispettare i canoni di una ginnasta in nazionale. Il mio allenatore dice che se sbaglio o cado è colpa del fatto che io sia troppo pesante, quindi ho iniziato a misurarmi con le mani le cosce ogni giorno per vedere se diventano più grandi. Di solito riesco a prenderla tutta con le due mani, ma oggi quando ci ho provato non ci sono riuscita. Appena me ne sono accorta, mi sono sentita distrutta e ho detto a me stessa che non avrei finito il panino che avevo per pranzo e che a cena avrei mangiato solo verdure. Adesso però ho fame, ho proprio fame, se potessi andare a dormire adesso mi addormenterei comunque. Sono abituata a svegliarmi con la bocca che sa di ferro, ho talmente tanta fame che quando mi sveglio ho la nausea.

Gennaio 2011

disturbi-alimentari

Mia mamma è una persona estremamente salutista, compra solo cose che fanno bene e pure il mio cane mangia solo cibo biologico. Mio fratello invece, può mangiare quello che vuole che non mette su un filo di grasso, mia mamma gli compra quello che vuole e poi però lo nasconde da me, perché sa che non è sano per un’atleta mangiare quelle cose. Io capisco che lo fa per il mio bene, ma a volte mi sembra che ovunque io vada e con chiunque io stia ci sia qualcuno a dirmi che sono troppo pesante e che devo dimagrire. Non mi sento a mio agio nemmeno a casa. Fortunatamente lavora fino a notte tarda, quindi quando sono sola e ho fame cerco il cibo e me lo mangio. Stasera però ho mangiato troppo, mi faccio schifo, sento il grasso che cresce sulle mie gambe. Non posso andare in palestra così domani, quindi adesso faccio allenamento finché non sono esausta e finché la mia coscienza non mi permetterà di addormentarmi.

Dicembre 2011

Allenarmi di notte sta iniziando a pesarmi, ma allo stesso tempo non riesco più a controllarmi quando mangio. Quindi ho pensato a una soluzione: la bulimia. So che non è sana, ma potrebbe essere l’unica soluzione per salvarmi. Sono stanca di mangiare solo verdure e sono stufa di correre per poi potermi guardare allo specchio senza sentirmi in colpa. Questo è il quinto lunedì di fila che vengo cacciata perché sono troppo pesante. Sono ossessionata dal mio peso, non posso più iniziare ad allenarmi senza pesarmi e non posso andare via dalla palestra se non peso meno di quando sono entrata. Di notte piango e siccome non ho nessuno con cui parlare scrivo, scrivere è la mia unica via di fuga.

Dicembre 2011

katelyn ohashi durante un esibizione di ginnastica-artistica

Le confessioni di Katelyn e della sua vita sono apparse nel suo blog, nel quale costantemente pubblica frammenti e verità, sia come denuncia personale che come avvertimento e sostegno a chi come lei si trova ad affrontare tutto questo.

Oggi Katelyn Ohashi ha 21 anni e pesa 35 kg, quattro volte campionessa ai Visa Championship 2011 e tre volte membro della squadra nazionale juniores.

Gli allenatori sono più importanti di quello che possa sembrare, possono influenzare positivamente o negativamente come nel caso di Katelyn e di molte altre che hanno avuto come insegnanti le persone sbagliate.

foto di katelyn ohashi in posa durante esibizione ginnastica artistica corpo liberoCosa ne pensate della sua storia? Leggere le pagine del suo diario mette i brividi ma fa riflettere molto, sopratutto vedendo i video delle sue esibizioni che in quest’ottica assumono ancora più dell’incredibile. Dove ha trovato la forza per gareggiare in quel modo visto le condizioni in cui era? La risposta è solo una, la passione per la ginnastica l’ha spinta a continuare nonostante tutto.

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