foto di leon, pole dancer e drag queen
La pole dance è uno sport aperto a tutti, forse perché ha subito per molti anni lo stereotipo dello strip tease e l’accusa della volgarità, oggi chiunque può praticare pole ed esprimere la propria personalità.
Molte persone ancora sentono il bisogno di mascherarsi nelle loro vite quotidiane e la pole è un ottimo modo per entrare in contatto con i loro sé interiori.
Bad Kitty, il noto brand di abbigliamento per pole dance, ha intervistato Leon (AKA XXXotica), pole dancer e drag queen professionista a Hong Kong per scoprire cosa pensa della pole in questo particolare ambito. 
foto di Leon mentre si esibisce nella pole dance

Come hai scoperto la pole dance e prima di questo cosa facevi?

Leon: Ho scoperto la pole dance circa cinque anni fa in un modo assolutamente casuale. Ero a scuola di cucina e uno dei miei compagni di classe già la praticava e un giorno mi ha invitato ad assistere a una lezione. Me ne sono innamorato subito: ricordava le performance del circo ma era qualcosa facilmente accessibile alle persone. Ho sempre sognato di volteggiare nell’aria a testa in giù e all’improvviso è stato possibile. Prima della pole dance, non avevo nessun tipo di preparazione fisica o di ballo. In realtà ero abbastanza fuori forma e questo sport mi ha aiutato ad essere più consapevole del mio corpo non solo dal punto di vista della salute ma anche mentale.

Cosa ti ha incoraggiato ad iniziare pole dance attivamente?

Leon: Ciò che mi ha incoraggiato ad iniziare la pole dance è stato sicuramente il fatto di essere infelice per me stesso e la sensazione di non avere un mezzo artistico con cui esprimermi. La pole dance era qualcosa che non avevo mai provato prima, un nuovo inizio per un cambiamento. Non ho mai pensato di essere atletico prima di iniziare, né pensavo di essere così sexy, sai? Non avevo quella sensazione di sensualità in me e la pole dance mi ha aiutato a riscoprirmi completamente. Sono molto felice di aver fatto quella scelta.

Qual’è il tuo stile preferito di pole? Indossi sempre i tacchi?

Leon: Il mio stile è decisamente l’exotic, ma ho imparato molti aspetti diversi di questo sport. Mi piace mescolare i movimenti lirici con un flare esotico perché sento che così esprimo meglio me stesso. Mi piacciono molto tutte le canzoni rock degli anni ’80. Non deve essere heavy metal (a volte mi concedo di farlo) ma mi piace fare qualcosa che sia molto rock-ballad con molto dance floor. Comunque sì, la maggior parte delle volte indosso tacchi!

Come pensi che la pole dance ti abbia aiutato a trovare la tua identità e la tua voce interiore?

Leon: La pole dance mi ha reso consapevole del mio corpo, prima di tutto. Sono sicuramente una persona che è stata influenzata dai social media e influenzata dalle immagini di come dovrebbe apparire un certo ideale di perfezione. Questo sport non mi ha mai fatto desiderare di ottenere quel tipo di immagine. Con le lezioni di pole dance ho imparato che posso sentirmi a mio agio in qualsiasi forma.

Puoi parlarci della tua vita da drag queen? È legata alla pole dance?

Leon: La maggior parte delle persone negli Stati Uniti o addirittura nel mondo conosce RuPaul’s Drag Race, sono stato sicuramente influenzato da questo spettacolo e ha davvero cambiato il modo in cui mi vedevo e come mi esprimevo. Finora, la mia vita da Drag è stata decisamente separata dalla mia quotidianità ma ora qualcosa sta cambiando. Mi piacerebbe che le persone guardandomi possano pensare: “Ehi, questo non è quello che vediamo di solito nei media, ma sembra bello”. Vorrei trasmettere il messaggio che la femminilità non è solo per le donne e non è legata necessariamente al genere.

foto di leon in spiaggiaCome ti senti quando ti esibisci di fronte a tante persone ballando sui tacchi? Ti intimidisce?

Leon: I tacchi che indosso urlano “Fuck you” alla società che impone agli uomini di non essere femminili o di non indossare un certo tipo di look perché non è normale. In realtà la femminilità è solo una parola destinata a creare delle aspettative o dei pregiudizi a seconda dell’uso. Essere “normali” non dovrebbe essere qualcosa a cui aspirare, essere se stessi ed esprimersi come ci si sente, quello dovrebbe essere la propria missione. Indossare tacchi alti mi dà la forza per fare tutto questo.

Cosa significa per te la pole dance? Quali sono i tuoi progetti in quest’ambito?

Leon: La pole dance significa molto per me. È così che sopravvivo. È qualcosa con cui intrattengo le persone. È qualcosa che uso per esprimermi quando non ho le parole. È qualcosa che uso per sbarazzarmi delle mie frustrazioni e a volte è una lotta, come per tutti gli altri. Tutti hanno giorni no ma in qualche modo tutto ciò che faccio torna alla pole dance. È praticamente casa, perché è una delle cose nella mia vita che posso dire che è una specie di mia vocazione. Non penso che sarei la stessa persona se non avessi trovato la pole dance. Tuttavia, come alcuni, temo che un giorno lavorare nella pole possa trasformarsi in un lavoro ingrato, ma finora non è successo. Se arriverà un giorno in cui mi ritirerò dalla scena, allora semplicemente lascerò che succeda. Come le figure al palo, niente è bello se è forzato.

Cosa ne pensate della storia di Leon? Sicuramente rende l’idea di come la pole dance possa rivoluzionare la vita di chi la pratica.

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